mercoledì 27 maggio 2015

DAL BASSO#3 - Orgasmo - Umberto Lenzi - 1969



Orgasmo, 1969, è il primo film della tetralogia Umberto Lenzi - Carroll Baker; è un giallo psicologico in cui la protagonista, la sirena, la dea, Baby Doll, Carroll Baker, una ricchissima vedova americana triste e sola e innocente (o almeno così si presume, fine spoiler), è insediata da Lou Castel, cioè il pazzo per eccellenza, l'attore simbolo del periodo, e successivamente dalla sorella-amante-cugina.




L'unica speranza di salvezza è il suo avvocato Brian Sanders, interpretato da Tino Carraro, caratterista e soprattutto attore teatrale, che nell'amarissimo finale si scoprirà essere il mandante di ogni cosa. È Repulsion (che ormai vedo praticamente dappertutto) meets home invasion (da qualche parte all'inizio) meets Gaslight di Cukor (per forza) meets Funny Games (wow!). Queste almeno le influenze e le possibili paternità da me riscontrate, anche se ci si può mettere tutt'altro e il contrario; certo, ogni cosa con i limiti del caso. Carroll Baker è perfetta, forse appena sopra le righe, per la parte, anche se le fasi del suo processo di degradazione mentale e fisica, soprattutto fisica, sono troppo marcate ed esplicite. I buchi di sceneggiatura ci sono, eccome: lei troppo debole inspiegabilmente, non bastano i litri di J&B (liquore favorito dei registi dell'italian giallo) a scusare la sua incapacità di reagire, e perché conservare le prove delle proprie colpe in una valigetta nascosta in cantina? Bello, invece, il twist finale, seppur privo di senso, e l'amaro finale per tutti; nessuno è innocente e nessuno rimane impunito, necessariamente e forzatamente (del resto, il motivo musicale, o almeno uno dei due motivi ricorrenti, si intitola Fate Had Planned It So). Lou Castel è squallidissimo all'inizio e un villain perfetto nel corso del film, con il suo volto enormemente espressivo; meno convincente è la diabolica Colette Descombes, che perde spesso il confronto con gli altri due protagonisti sulla scena.




Il sesso è presente, ma mai in maniera esagerata; in confronto ad altri film del genere è, senza dubbio, quasi casto (il richiamo del titolo è assolutamente fuorviante ed infatti, negli Stati Uniti, uscì con il titolo Paranoia). L'atmosfera che pervade il film è soffocante, cupa, perversa: segue l'evoluzione del personaggio di Lou Castel e segue, obbligatoriamente, il cadere di Katherine West - Carroll Baker nel vortice delle droghe, dell'alcol, dei sonniferi, della lussuria (che, inizialmente, si concede per poi negarsi) e, non meno importante, dei sensi di colpa per l'omicidio del marito (spoiler?). Umberto Lenzi stesso considera il film uno dei suoi più riusciti; senza dubbio, può essere definito tale proprio dal punto di vista stilistico, pur rinunciando a qualcosa per quanto riguarda la scrittura. Seconda nota di merito alla colonna sonora: l'altro motivo ricorrente, quello favorito dei due giovani e odiato dalla ricca vedova, è Just Tell Me di Wess & The Airedales.

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